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L'uomo che nacque morendo

Luigi Monardo Faccini
2011


Tratto dal libro di Luigi Monardo Faccini "L'uomo che nacque morendo"

 

Era nato a Brema Rudolf Jacobs, arruolato nel Corpo del Genio navale germanico e assegnato nel 1943 alla base di La Spezia. Il suo sguardo, quello ‘ufficiale’ e quello umano, copriva e controllava la costa fino a Viareggio. Lungo quella regione, dove la Toscana ‘accarezza’ la Liguria e il Magra lambisce con le sue acque dolci la terra coltivata dagli antichi Luni, il capitano Jacobs maturò le sue riflessioni intorno all’incanto della natura e all’assurdità di una guerra nella cui follia stentava a riconoscersi e a impegnarsi. Dopo l’armistizio e l’attentato fallito al Führer, Jacobs entrò in contatto con le forze antifasciste spezzine, condividendone i valori democratici fino all’adesione ‘resistente’. Lasciata Lerici e i conforti degli ufficiali per i ‘marmi’ e i partigiani delle Apuane, Rudolf Jacobs pianificò un attentato contro le Brigate Nere insediate nella cittadina di Sarzana. A capo della Brigata Muccini e armato di Luger e coraggio, il partigiano tedesco colpì al cuore il comando militare fascista, morendo troppo presto sotto i colpi del nemico.
Celebrato con un basso rilievo ‘scolpito’ nel cuore di Sarzana, Rudolf Jacobs è un eroe di guerra. Un eroe caduto e sopravvissuto nella Memoria. Non è la prima volta che Luigi Monardo Faccini, regista, giornalista e scrittore, si confronta con uno dei periodi più bui e controversi della nostra storia. Lo aveva già fatto al cinema e poi in televisione, avviando un percorso appassionato dentro la Resistenza Toscana. Nato a Lerici, nell’Italia fascista e nell’Europa a un passo (dell’oca) dalla Seconda Guerra Mondiale, Faccini ci racconta una storia di antifascismo dal grande valore educativo ma dal tono didattico. Adattamento del romanzo omonimo dello stesso Faccini, Rudolf Jacobs tradisce vaghi sapori di fiction ma ha l’indubbio merito di rivelare allo spettatore una storia nobile: la vicenda esistenziale di un uomo al servizio della comunità e di una causa giusta. Affidandosi al proprio valore, l’ufficiale tedesco intervenne sul corso del destino, dimostrando che una scelta diversa, in quegli anni oscuri, era comunque possibile e praticabile. L’esemplarità del suo gesto non mancò di influenzare ieri i suoi compagni e oggi tutti coloro che avranno voglia di ‘ascoltare’, attraverso le immagini di Faccini e la voce narrante di Marina Piperno, produttrice militante e carismatica, la vita di un uomo spesa per quella di tanti. Attraverso il carteggio di Jacobs col vecchio padre, i racconti dei compagni di battaglia e le ‘edificazioni’ della Storia impiantate sul territorio ligure, Faccini ripercorre la vita ‘italiana’ di questo giovane e segaligno ufficiale che, contemplando il mare di (Porto)Venere e pregando nel suo ‘cristianotempio’, rifiutò la strategia di annientamento praticata dal suo popolo, decidendosi responsabilmente e valorosamente per la Libertà. Come Goethe si formò “un’idea dell’Italia, degli abitanti e delle cose” e per quell’idea prese il fucile. Questa volta dalla parte giusta della barricata e della Storia.

RUDOLF JACOBS l'uomo che nacque morendo from Stefano Tofani on Vimeo.



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